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Danze Africane: Kizomba, Semba, Tarraxinha, Kuduro e Afrohouse 

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Danze Caraibiche: Salsa Cubana, Salsa Portoricana, Bachata, Son, Pachanga, Rueda de Casino, Bachatango, Afrorumba, Merengue 

  

Corso di Pole Dance 2016/17 

  

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SALSA:Negli anni ’60, una marea di ritmi di origine cubana si fusero con il Jazz. Izzy Sanabria, disegnatore grafico negli studi di Fania, diede a tutti un'unica denominazione per evitare confusione e per vendere il concetto più facilmente. Scelse Salsa, termine con il quale si animavano le band per aumentare la loro energia.La musica Salsa ha una struttura determinata: introduzione, fase melodica, fase ritmica o di percussione chiamata montuno, volta alla fase melodica e finale. Le esclamazioni si usano per annunciare i cambi di fase, specialmente nel montuno, che è la sezione con maggior energia ritmica. Con il termine "Salsa" vengono denominati vari ritmi, soprattutto caraibici, popolari nell' America latina. L'antenato della salsa è il Son cubano che combina sia influenze europee che africane.Negli anni '70 si svilupparono diverse forme musicali. In termini generali si possono classificare come la Salsa della Costa dell'Est, la musica cubana post rivoluzionaria (che include la musica ballabile, il jazz e la Timba), il Jazz e la fusione latina (incluso il Rock latino). Ciò che non va dimenticato quando si parla di Salsa o degli altri ritmi afrocaraibici, è che tutti questi ritmi sono fatti per ballare. Soprattutto per i cubani, la musica e il ballo hanno sempre rivestito un ruolo importante nella società e durante la metà del XIX secolo si consolidarono i generi musicali provenienti sia dall'Africa che dall'Europa.In questo stesso periodo, per l'egemonia esercitata dal Valzer e dalla Polca, il ballo si consolidò come stile diffuso nei saloni. Cuba entra nel XX secolo ballando il Danzón, creato alla Havana. Questo ballo, una volta diventato pesante e monotono, fu reso più allegro e movimentato. Successivamente, agli inizi degli anni '30, arrivò il Son orientale. Dopo esser stato ballato molto, ci fu l'esigenza di creare nuovi ritmi: arrivò così il Mambo negli anni `40, il Cha-Cha-Cha nei `50, lil pachanga nei '60,  il Songo negli `80 fino ad arrivare agli anni '90 con la Timba .

 

BACHATA nata a Santo Domingo nei primi anni del ventesimo secolo (1900-1930), fra la povera gente e negli ambienti della prostituzione, come danze liberatrici e per spezzare i ritmi duri della vita fatta di miseria e duro lavoro. Anche i testi della bachata riflettevano storie vere, storie vissute tra le baracche dei quartieri poveri, molti raccontavano storie a contenuto amoroso e sessuale. La musica veniva accompagnata da maracas e chitarra a tre corde, o di fisarmonica e guiro. La bachata era anche usata come serenata.
La particolare movenza della bachata appariva oscene e volgari: i corpi dell'uomo e della donna rimanevano infatti molto stretti ed in contatto continuo per tutta la durata del brano, tranne rarissime eccezioni. In tale posizione, la coppia si muoveva dondolando, marcando il quarto battito di ogni battuta musicale con equivoci colpi d'anca. Nella bachata delle origini non esistevano tante figure: si doveva stare abbracciati, perchè proprio quello voleva il ballo. Per questo motivo, la danza era invisa alla borghesia, ed era osteggiata dalle autorità. Per diversi decenni, la bachata, snobbata dalle classi dominanti e medio-alte, è riuscita a sopravvivere nelle usanze del popolo basso, che comunque vi percepiva una naturale facilità/possibilità di identificazione. Il ritmo romantico di tale musica e le connesse figure di danza conquistavano inevitabilmente le persone abituate a vivere di stenti e di speranze. L'amore, forse, serve più ai poveri che ai ricchi, non fosse altro che per la sua capacità di lenire i dolori.
La bachata non sarebbe diventata famosa se non fosse stata scoperta e rilanciata da grandi musicisti ed interpreti. La storia, nel bene e nel male, è fatta sempre da quelli che contano. Juan Luis Guerra intuì la dolcezza di questo genere musicale e gli dedicò un album: Bachata Rosa. Attraverso la sua mirabile maestria applicata a melodie delicatissime, il mondo ha scoperto la bachata. In verità, a partire dagli anni 80, i media dominicani avevano riportato alla luce, in una cornice di positiva rivalutazione, questa tradizione popolare che veniva da lontano. Tanto che molti cantanti e gruppi dominicani se ne fecero interpreti nelle loro tournèe inter-regionali (Rodriguez, Segura, Vargas, Santos, Rosendo, Bueno). Ma musica e danza restavano un fenomeno interno. Fù J. L. Guerra ad introdurre la bachata nei circuiti internazionali.

MERENGUE originario della Repubblica Dominicana ma venne importato, così come succedeva ai cubani con il son , dagli schiavi di provenienza africana. Questi legati alle caviglie a mezzo di catene, non avevano possibilità di grandi movimenti con le gambe.
E'interessante notere la differenza di evoluzione dei balli a Cuba, in Colombia ecc ecc rispetto al Brasile, dove invece erano legati ai polsi, ed infatti la più tipica ed antica forma di ballo brasiliano è la batucada, simile quasi ad un arte marziale, che si balla appunto soprattutto con piedi e gambe). Iniziarono così a muovere quello che potevano: bacino (soprattutto) e spalle, come forma di espressione liberatoria rispetto alla loro schiavitù. La base metrico/ritmica del ballo era semplice, e riprendeva la cadenza delle marce forzate: un dos, un dos, un dos... Al di la del passo base, le figure venivano per lo più improvvisate, unica regola: la sensualità, che poteva costituire per loro un momento di aggregazione.
Vi sono però tre ipotesi sulle sue origini:
1.Il merengue era ballato dagli schiavi di origine africana che, a decorrere dalla metà del 1500, furono portati a lavorare in catene nei campi di canna da zucchero, sotto la dominazione spagnola, in quell'isola che oggi si chiama Repubblica Dominicana. Le catene ai piedi non consentivano grandi movimenti; ma non impedirono di inventare il passo del merengue, che consisteva nel trasferire ritmicamente il peso del corpo da un piede all'altro.
2. Il tipico passo 'trascinato' fu lanciato (si fa per dire) da uno schiavo che era insorto contro gli Spagnoli ed era rimasto ferito ad una gamba: durante una festa in suo onore si era esibito nel ballare, nonostante l'invalidità. Gli amici lo imitarono nei movimenti e, senza volerlo, inventarono un nuovo ballo.
3. Prima ancora di essere ballato nell'isola dominicana, il merengue era stato inventato ad Haiti.
Il termine"merengue" potrebbe derivare da merenghè, che era il nome di un dolce tipico dominicano, fatto con uova e zucchero. Secondo altri si tratterebbe di un termine creolo, derivato dal francese 'meringue' che significa meringa. Altri studiosi scrivono merenguè, per sottolinare il legame con la lingua francese.
Questo ballo fu molto amato dalla popolazione creola, che lo adottò come proprio e lo sviluppò, trasformandolo nella danza più importante dell'intera comunità. Ci sono prove che già nel 1918, il merengue era ufficialmente riconosciuto nel mondo come ballo tradizionale e nazionale della Repubblica Dominicana.

 

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